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Nuovo o usato per investire: come scegliere nel 2026

Interno di un appartamento nuovo a confronto con l'architettura antica

Esitate tra un alloggio nuovo e un immobile usato per il vostro progetto di investimento locativo? È una delle domande più frequenti che riceviamo da JL HOME. La risposta dipende dalla sua situazione, dai suoi obiettivi patrimoniali e dal suo orizzonte di detenzione. In questo articolo, aggiornato per il 2026, confrontiamo le due opzioni punto per punto, senza scorciatoie di marketing, per aiutarla a decidere con cognizione di causa.

Comprendere le differenze di fondo tra nuovo e usato

Prima di parlare di cifre, inquadriamo il contesto. Un alloggio nuovo è un immobile mai abitato, consegnato da un promotore, spesso venduto in VEFA (vendita a futura ultimazione dei lavori). Un alloggio usato è un immobile già costruito, talvolta da ristrutturare, acquistato sul mercato della rivendita.

Questi due mercati non rispondono alle stesse logiche. Il nuovo mette in primo piano la prestazione energetica, le garanzie del costruttore e costi di acquisizione ridotti. L'usato attrae per la posizione centrale, il carattere e un prezzo al metro quadro talvolta inferiore. Ciascuno ha i suoi punti di forza e i suoi vincoli: la scelta giusta è quella che corrisponde al suo profilo.

Le spese di acquisto: una differenza notevole

Primo punto di confronto concreto: le spese notarili. Nel nuovo, sono ridotte, nell'ordine di 2 a 3 % del prezzo dell'immobile. Nell'usato, si collocano generalmente intorno a 7 a 8 %. A parità di budget, questa differenza può rappresentare diverse migliaia di euro.

A ciò si aggiunge, in alcuni casi e a determinate condizioni, un'IVA ridotta al 5,5 % sull'acquisto di un alloggio nuovo situato in zone specifiche. Attenzione: questa IVA ridotta non è affatto automatica, dipende da criteri rigorosi legati all'ubicazione e alla destinazione dell'immobile. Un consulente JL HOME può verificare con lei se il suo progetto rientra in questo quadro.

La fiscalità: leve diverse

Lato usato: il deficit fondiario

L'usato, soprattutto quando richiede lavori, permette di attivare il meccanismo del deficit fondiario. Le spese e i lavori deducibili possono ridurre il suo reddito fondiario e, oltre, il suo reddito complessivo entro certi limiti. Il tetto è di 10 700 € annui, portato a 21 400 € per una riqualificazione energetica. È una leva interessante per i contribuenti fortemente tassati che intendono ristrutturare.

Lato nuovo: l'arredato e i dispositivi attuali

Sia nel nuovo sia nell'usato, la locazione arredata non professionale (LMNP) resta un quadro apprezzato. Il regime micro-BIC prevede un abbattimento del 50 % fino a un tetto di 83 600 € per i redditi 2026 (contro 77 700 € per i redditi 2025), con una soglia non professionale fissata a 23 000 €. Il nuovo offre anche l'accesso a dispositivi recenti come la locazione intermedia (LLI) o il dispositivo Jean-Brun, basato su un ammortamento calcolato su una base di 80 %.

Precisiamo un punto importante: nessuno di questi dispositivi è un successore né un sostituto del Pinel. Si tratta di quadri distinti, con regole proprie. E nessuno garantisce un rendimento: la performance di un investimento dipende da numerosi fattori, tra cui l'ubicazione, la gestione locativa e l'evoluzione del mercato.

Manutenzione e oneri nel tempo

Un alloggio di nuova costruzione risponde alle ultime norme di costruzione e di isolamento. Alla consegna, Lei beneficia di garanzie: garanzia di perfetto completamento, garanzia biennale, garanzia decennale. In concreto, ciò significa pochi lavori da prevedere nei primi anni e spese di riscaldamento spesso contenute grazie alla prestazione energetica.

Nel mercato dell'usato il quadro è più sfumato. Un immobile di pregio ben situato può rappresentare un ottimo investimento, ma occorre prevedere lavori, la tinteggiatura esterna, l'adeguamento alle normative e un certificato di prestazione energetica talvolta sfavorevole. Da diversi anni, i cosiddetti colabrodi termici sono oggetto di limitazioni progressive alla locazione. Un immobile datato con una classificazione energetica insufficiente può quindi risultare difficile da affittare senza una ristrutturazione.

L'attrattiva locativa

Per un investitore, la capacità di affittare in modo rapido e duraturo è essenziale. Il nuovo attira una clientela alla ricerca di comfort, di abitazioni a basso consumo energetico e senza lavori. L'usato ben situato, nel centro città, beneficia spesso di una domanda forte legata alla posizione.

La scelta giusta non consiste quindi nel decidere in assoluto, ma nell'analizzare mercato per mercato. Un alloggio nuovo in una zona tesa, vicino ai trasporti e al lavoro, può offrire una migliore prospettiva locativa rispetto a un immobile usato isolato. È proprio questo il senso del nostro lavoro di selezione e confronto dei programmi.

Finanziamento: le stesse regole di prudenza

Qualunque sia la scelta, il finanziamento segue gli stessi principi. Il tasso di indebitamento di riferimento è del 35 %. Per un primo acquirente, il prestito a tasso zero (PTZ) può finanziare una parte dell'acquisto nel nuovo, con quote e massimali che variano in base alla zona geografica e al reddito.

JL HOME è un agente immobiliare specializzato nel nuovo, titolare della carta T. Non siamo mediatori creditizi né intermediari del credito: il nostro ruolo è accompagnarla nella scelta e nella prenotazione dell'alloggio, e indirizzarla verso professionisti del finanziamento. I tassi di interesse attuali e gli aiuti come quelli di Action Logement cambiano regolarmente e devono essere verificati caso per caso.

Allora, nuovo o usato?

Se cerca costi di acquisto ridotti, pochi lavori, garanzie e accesso agli strumenti più recenti, il nuovo ha solidi argomenti a favore. Se mira a una posizione centrale molto richiesta, a un prezzo al metro quadrato potenzialmente più basso e è disposto a gestire lavori per attivare il deficit fondiario, l'usato può essere adatto.

Non esiste una risposta valida per tutti: esiste la risposta adatta al suo progetto. Per questo le proponiamo un confronto personalizzato per definire i suoi obiettivi.

Passi all'azione: fissi un appuntamento con un consulente JL HOME oppure avvii la sua simulazione per confrontare concretamente gli scenari nuovo e usato in base alla sua situazione.

In sintesi

Il nuovo si distingue per costi ridotti, garanzie e un buon comfort energetico. L'usato punta sulla posizione e sulle leve dei lavori. Entrambi possono costituire buoni investimenti: l'essenziale è partire da un'analisi rigorosa, datata e adatta al mercato considerato in 2026.

Domande frequenti

Le spese notarili sono davvero più basse nel nuovo?
Sì, nel nuovo generalmente si collocano intorno a 2 a 3 % del prezzo, contro circa 7 a 8 % nell'usato. La differenza può rappresentare diverse migliaia di euro a seconda del budget. Questi valori vanno confermati con il Suo consulente in base al Suo progetto.
Il nuovo consente di recuperare l'IVA?
In alcuni casi e a condizioni rigorose legate alla zona e all'uso, un alloggio nuovo può beneficiare di un'IVA ridotta al 5,5 %. Non è mai automatico: occorre verificare l'idoneità caso per caso con un consulente JL HOME.
È possibile fare LMNP sia nel nuovo sia nell'usato?
Sì, la locazione ammobiliata non professionale è accessibile in entrambi i casi. Il regime micro-BIC prevede un abbattimento del 50 % fino a un tetto di 83 600 € per i redditi 2026, con una soglia non professionale di 23 000 €.
Il nuovo garantisce un rendimento migliore dell'usato?
No, in nessuno dei due casi è garantito un rendimento. La performance dipende dalla posizione, dalla gestione locativa e dal mercato. Il nuovo offre vantaggi come costi ridotti e garanzie, ma ogni progetto va analizzato singolarmente.
Nuovo o usato: cosa è più redditizio per un investimento locativo?
L'usato offre generalmente un rendimento locativo lordo superiore (spesso dal 4 al 6 %) grazie a un prezzo d'acquisto al m² più basso, mentre il nuovo propone un rendimento più moderato (circa dal 3 al 4 %) compensato però da spese notarili ridotte (dal 2 all'3 % contro dal 7 all'8 %), una migliore prestazione energetica e meno lavori. La scelta dipende dal suo orizzonte di detenzione e dalla sua fiscalità.
Quali sono i vantaggi fiscali del nuovo rispetto all'usato nel 2026?
Nell'usato, il deficit fondiario consente di dedurre lavori e oneri dal reddito fondiario, fino a 10 700 € all'anno (21 400 € per una riqualificazione energetica). Nel nuovo, la locazione ammobiliata non professionale (LMNP) consente di ammortizzare l'immobile e ridurre la tassazione sugli affitti. Entrambi offrono il LMNP; il Pinel non è più disponibile dalla fine del 2024.
Le spese notarili sono più basse nel nuovo?
Sì. Nel nuovo, le spese notarili rappresentano circa 2 a 3 % del prezzo dell'immobile, contro 7 a 8 % nell'usato. Su un budget di 200 000 €, tale differenza può rappresentare un risparmio di circa 10 000 € in fase di acquisto.
Conviene scegliere il nuovo o l'usato in base al proprio profilo di investitore?
Il nuovo è adatto agli investitori che cercano garanzie del costruttore, un'elevata prestazione energetica e poca gestione. L'usato è indicato per i contribuenti soggetti a tassazione elevata disposti a eseguire lavori per attivare il deficit fondiario, o per chi punta a una posizione centrale e a un potenziale di plusvalenza.

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E se quest'anno fosse quella giusta ?

Ci dica cosa cerca. Un consulente JL HOME fa il punto sul suo budget, poi le presenta i programmi nuovi che corrispondono al suo progetto, confrontati alloggio per alloggio.

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